Dal terremoto dell’Irpinia alla caduta del muro di Berlino, sul palco arriva "La grande nevicata dell’85": "Un monologo di grande profondità per raccontare gli anni '80"
Lo spettacolo, che si terrà mercoledì 3 agosto per la rassegna estiva di Teatro Capovolto del Centro Servizi Culturali S. Chiara, è prodotto dalla Compagnia Arditodesìo. Sul palco ci saranno Mario Cagol e Alessio Zeni per la regia di Andrea Brunello

TRENTO. "La grande nevicata dell’85” è la storia di Vito, un mago della tecnologia, un ragazzo dotato di intuizioni geniali, ma anche la cronaca di questo decennio dal terremoto dell’Irpinia alla caduta del muro di Berlino. E' questo lo spettacolo di mercoledì 3 agosto per la rassegna estiva di Teatro Capovolto del Centro Servizi Culturali S. Chiara, il palco del Teatro Sociale rivolto verso Piazza Cesare Battisti.
Il testo dello spettacolo, prodotto dalla Compagnia Arditodesìo, è di Pino Loperfido e l'adattamento teatrale di Andrea Brunello e Mario Cagol.
"'La grande nevicata dell’85’ è un inno a chi eravamo, a chi siamo diventati e a chi non siamo riusciti a diventare – spiega la compagnia – un monologo di grande profondità, divertente a tratti, che ci conduce per mano alle origini di questo nostro presente tecnologico, consumistico e iperconnesso, che forse ha smarrito l’innocenza, il rispetto per l’ambiente e per noi stessi, l’abitudine alla meraviglia. Quella meraviglia di cui eravamo capaci, rimanendo a bocca aperta davanti ad una interminabile e silenziosa nevicata".
.jpeg?itok=QJDZjtFU)
Una storia che mette in scena le vicende di Vito, un ragazzo arrivato in Trentino dal sud nel 1980 per seguire Sara, la donna che diventerà poi sua moglie. La vicenda di Vito non è solo quella di un ragazzo dotato di intuizioni geniali, ma è anche la cronaca di questo decennio così particolare, così pieno di avvenimenti, di gioie collettive, ma anche di tragedie.
Tra il terremoto dell’Irpinia e la caduta del muro di Berlino, il narratore ripercorre la straziante storia di Alfredino Rampi, la vittoria al Mundial spagnolo, il disastro di Stava e molto altro ancora.
E poi la grande nevicata del 1985 che dà il titolo allo spettacolo perché oltre allo straordinario fenomeno meteorologico, rappresenta il simbolo di un’epoca di grandi sogni e speranze che, raggiunto il suo picco, com’è il destino di ogni iperbole, comincia a morire. Perché gli anni ’80 furono gli anni dell’edonismo e dell’ottimismo, ma anche di quella musica nuova e irripetibile che riecheggia sul palco, e il momento storico trascorso il quale nulla sarebbe stato più come prima.
Info e biglietti
Biglietti disponibili al costo di 10 euro, acquistabili presso la biglietteria del Teatro Sociale (martedì-sabato; 10-13, 15-19) e del Teatro Auditorium (martedì-sabato; 15-19), e online al seguente link.


















